... a cura del Prof. Antonio Cavallo

fonti bibliografici:      "Cenni Storici di Sava" F.A. Primaldo Coco.

                                          "Sava e il suo feodo, Storia paesana" Achille Delia.  

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Salve, sono il prof. Antonio Cavallo nello spirito di collaborazione all’iniziativa vi propongo una rubrica “Conosciamo  il nostro paese attraverso le curiosità” curiosità insolite per far conoscere ai ragazzi meglio la storia del nostro paese, sollecitandoli eventualmente

ad una ricerca astuta.  


Iniziamo con il Santo protettore.

Sapevate che il primo protettore del nostro paese, Sava, era il Profeta S. Elia, una chiesetta dedicata al Santo era ubicata nell’omonima contrada, alla via Sopporto, ora via Fiume. Mentre nella chiesa “Mater Domini” sin dal 1565 l’altare maggiore era dedicata a S. Elia, antico protettore di Sava.


Sapevate che si deve ai Cavalieri di Malta la devozione e il culto di S. Giovanni Battista, che importato dall’Oriente in queste nostre regioni dai monaci Basiliani.  La prima volta che si trova annotato nei registri parrocchiali S. Giovanni Battista come protettore di Sava è nel 1679.

 

A proposito di questo cambiamento, si menziona una legenda popolare, nella quale si narra che in un momento di estrema carestia del paese, in modo meraviglioso, a giugno, si ebbe un’abbondanza di grano, grazie all’intercessione del Santo Precursore. Pare che questo fu il motivo della devozione a S. Giovanni Battista.

 

Ma come protettore di Sava non è solo S. Giovanni Battista, in quanto la devozione a Santa Maria di Pasano è stata sempre particolarmente sentita, tanto che all’inizi del 1700 Monsignor Kalefati Vescovo di Oria, dopo aver riconosciuto il miracolo dello schiavo, dichiaro protettrice di Sava la Beata Vergine di Pasano, fissando la festa di devozione alla prima domenica di Maggio.

 

Ecco perché Sava ha due Santi protettori : S. Giovanni Battista e S. Maria di Pasano.



Bene, iniziamo ora a parlare dei casali che hanno dato poi vita alla nostra città.


Certamente sapete che i casali che diedero vita alla città di Sava, furono  quelli di Pasano,  Aliano e Albaro. Dovete sapere però, che un ulteriore  nucleo abitativo era stanziato nella contrada detta Castelli (Li Castieddi), per capire la posizione di questo sito è  nei pressi della chiesa Sacra Famiglia sulla via per Uggiano.


Nella contrada Castelli vennero rinvenute delle tombe, verso la metà del 1800, a testimoniare la presenza umana, ma ciò che dovete sapere, che in questo sito vi era una grande muraglia difensiva eretta con grandi massi di tufo  d’epoca ciclopica. Il Maestro Achille Delia, primo storico di Sava, nel 1889  fece vedere questo muro al Prof. Viola , direttore del Museo di Taranto, il quale dichiarò che un simile muro lo aveva visto solo a Sparta e Messene. Quindi si presuppone che questo muro fosse limitaneo tra i Messapi di Manduria e i Greci di Taranto.


Un’altra curiosità che dovete sapere è che da questo contrada (li Castieddi) partivano dei percorsi sotterranei che comunicavano con un piccolo fortino in contrada ( Specchiodda) e forse anche con quello di Uggiano e di Manduria.



                                                            Continuiamo dunque a parlare ancora dei casali che hanno dato vita alla nostra città.


Dovete saper che verso la metà del XIV sec. (1300) imperversava la guerra di successione tra angioini e aragonesi in tutto il regno di Napoli,  di cui faceva parte il nostro territorio.  In questa guerra tra devastazioni e ruberie varie furono distrutti castelli e borgate, tra questi i casali di Albaro, Pasano, Aliano e S. Maria di Bagnolo (di quest’ultima sono rimasti i ruderi della chiesetta abaziale, nel territorio di Manduria).


Naturalmente qualcuno si chiederà : e gli abitanti di questi casali dove si rifugiarono? La maggior parte di questi profughi si misero al sicuro verso Levante  del territorio nella contrada chiamata i Castelli, ove nelle incursioni degli invasori, potevano sfuggire attraverso i vari cuniculi sotterranei di cui abbiamo già detto precedentemente e nella vicina  foresta oritana.


Venuta la tregua alcuni ritornarono ad abitare Pasano, altri rimasero a costruire le case nei pressi dei vecchi Castelli, vicino a quel famoso grande muro, e nei pressi del confine del territorio oritano e quello tarantino, limitrofo alla  via Augusta Salentina. Da questo crescente agglomerato di case sorse il primo nucleo di Sava, siamo quindi alla fine del XIV sec.


Inizialmente in questo raggruppamento di casa  persiste il nome di Castelli, ma già nel 1417 in un documento viene menzionato il “Casalis Save”.


Sicuramente qualcuno di voi avrà notato, tra via Roma e via Croce, dei segnali turistici che indicano il percorso VIA  SALENTINA . Ora è chiaro che fa riferimento all’antica via Augusta Salentina ?

Conosci la storia dello stemma del Comune di Sava?

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